Elezione di domicilio ex lege in cancelleria: ecco come la Pec stravolge l’interpretazione dell’art. 82 del R.D. n. 37 del 1934 secondo le Sezioni Unite della Cassazione!

Tra questi post lo si è scritto più volte: le nuove tecnologie (sempre più nell’ottica del processo telematico) stanno mutando il quadro normativo processuale! Dopo la sentenza 10143/2012 delle Sezioni Unite (pubblicata appena ieri – 20.6.2012 e che trovate qui) è la volta dell’art. 82 del R.D. n. 37/1934, norma che, dopo essere passata indenne da una miriade di modifiche legislative, “cede il passo” di fronte alla P.e.c.! Dopo il salto riportiamo il principio di diritto enunciato dalla Cassazione.

Questo il principio di diritto sancito con sentenza n. 10143/2012 delle Sezioni Unite della Cassazione:

L’art. 82 r.d. n. 37 del 1934 -che prevede che gli avvocati, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono all’atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso, e che in mancanza della elezione di domicilio, questo si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria- trova applicazione in ogni caso di esercizio dell’attività forense fuori dalla circoscrizione cui l’avvocato è assegnato per essere iscritto al relativo ordine professionale del circondario e quindi anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d’appello e l’avvocato risulti essere iscritto ad un ordine professionale di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d’appello, ancorché appartenente allo stesso distretto della medesima corte d’appello. Tuttavia, dopo l’entrata in vigore delle modifiche degli artt. 366 e 125 c.p.c., apportate rispettivamente dall’art. 25, comma 1, lett. a) quest’ultimo modificativo a sua volta dell’art. 2, comma 35-ter, lett. a), d.l. 13 agosto 2011, n. 138, conv. in l. 14 settembre 2011, n. 148, e nel mutato contesto normativo che prevede ora in generale l’obbligo del per il difensore di indicare, negli atti di parte, l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, si ha che dalla mancata osservanza dell’onere di elezione di domicilio di cui all’art. 82 per gli avvocati che esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati consegue la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria innanzi alla quale il giudizio è in corso il giudizio solo se il difensore, non adempiendo all’obbligo prescritto dall’art. 125 c.p.c., non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine“.

D’ora in poi, dunque, come già riportato in un precedente post di qualche giorno fa, l’obbligo di indicare l’indirizzo di pec a partire dal primo febbraio, esonera il legale dall’elezione di domicilio quando si trova a dovere patrocinare una causa fuori dalla circoscrizione del tribunale cui è assegnato. Le notifiche, quindi, anche alla luce di quanto previsto dall’art.149-bis c.p.c. (salvo espresso divieto fatto dalla legge), potranno essere eseguite presso l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine da ciascun legale ed indicato negli atti di parte!


giugno 21st, 2012  

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